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Meteo Veneto

LO SAPEVATE CHE: (ma forse non è vero)
tratti dal sito http://www.exmontevecchio.com/losapevi.html

La Coca-Cola, originariamente, era verde.

Come le impronte digitali, l'impronta della lingua è diversa per ogni uomo.

Nel Vangelo di San Matteo si legge "E' più facile che un cammello passi dalla cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei Cieli". In realtà San Gerolamo, che tradusse dal greco al latino il testo, interpretò la parola "kamelos" come "cammello", mentre l'esatto significato è "grossa fune utilizzata per l'attracco delle navi". Il senso della frase resta sostanzialmente lo stesso, ma acquista molta più coerenza. A parte ciò, si spiega perché gli scaricatori del porto di Genova si chiamano "CAMALLI".

In Scozia, quando inventarono un nuovo gioco solo per uomini, lo chiamarono "Gentlemen Only Ladies Forbidden" da cui, più semplicemente, G.O.L.F.

Circa 4.000 anni fa, in Babilonia, c'era l'usanza per cui, per un intero mese dopo il matrimonio, il padre della sposa forniva al genero tutto l'idromele che egli riusciva a bere. Essendo l'idromele una bevanda ricavata dal miele ed essendo a quei tempi il calendario basato sulle fasi lunari, quel periodo fu denominato mese di miele o "luna di miele".

Il tempo è un grande maestro, ma sfortunatamente uccide tutti i suoi allievi. (Hector Berlioz)

Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità.
Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero. (Proverbio Arabo)

NOTIZIE UTILI ....FORSE


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PERCHE' SI DICE COSI' ?
Tratti dal sito http://pulcinella291.forumfree.it/?t=45750653


Sei la pecora nera della famiglia!

L'espressione polirematica pecora nera si ritrova in diverse lingue ad indicare un elemento che si distingue in maniera negativa dal resto dei membri di un gruppo. Presso gli allevatori di bestiame la lana bianca è considerata particolarmente pregevole, perché facile da colorare. Per non comprometterne la qualità, le pecore nere vengono generalmente trattate in maniera separata oppure escluse dalla tosatura. Negli allevamenti incentrati sulla produzione della lana, le pecore nere sono particolarmente mal accette; all’interno di un gregge composto per la maggioranza da capi di colore bianco, le pecore nere saltano subito all’occhio per via del contrasto: in un reale gregge di pecore bianche non è raro vedere un’unica pecora di colore nero. A questi motivi si aggiunge probabilmente una componente superstiziosa associata al colore nero (sfortuna nera).
Per associazione d’idee si definisce pecora nera della famiglia o di un gruppo di conoscenti un individuo che ha imboccato una cattiva strada o che non soddisfa le aspettative degli altri componenti. È l’opposto di mosca bianca.


Perché si dice…essere al verde?

Essere al verde è un modo di dire tipico della lingua italiana colloquiale, ma anche letteraria, che significa "rimanere senza un soldo". L'espressione è diffusissima, ma l'origine è sconosciuta ai più. Sull'origine dell'espressione esistono differenti teorie: nella maggior parte dei casi si tratta di pseudoetimologie, a volte nate in contesti locali. Nelle sue Note al Malmantile riacquistato (1688), Paolo Minucci ricorda come nelle aste pubbliche del Magistrato del Sale di Firenze si adoperassero, come ’segnatempo’, delle lunghe candele di sego tinte di verde nell’estremità inferiore: quando la candela arrivava “al verde”, l’asta si chiudeva. Da qui era nata l’espressione la candela è al verde, per indicare che il tempo era finito, ma anche essere al verde di denari, che in seguito nell’uso comune si è contratta nell’attuale essere al verde.
Secondo un’altra teoria, l’espressione deriverebbe da un’usanza medievale che prevedeva l’accensione di una lanterna verde quando era pronto il cibo per una speciale categoria di poveri, i “vergognosi”, coloro cioè che non erano nati poveri ma che lo erano diventati e che per questo motivo non si adattavano alla questua “normale”. Questa usanza permetteva loro di entrare nell’ente caritatevole in silenzio, senza bussare, con minori probabilità di essere visti.
Solamente i poveri non avevano i soldi per comperare una candela nuova quando essa era finita, cosicché la utilizzavano fino alla base, che, un tempo, era sempre di color verde.
Altri studi hanno ipotizzato che il modo di dire derivi da un’antica usanza medievale, che consisteva nel far portare un berretto verde ai falliti in segno di pubblico scherno.
A Padova si dà per certa l’origine della frase dalla sala verde dell’antico Caffè Pedrocchi, dove per antica tradizione chiunque può accomodarsi senza consumare.
Altri sostengono che l’espressione sia nata nelle case da gioco. Il giocatore che ha perso tutte le sue fiches quando guarda il punto dove teneva il proprio gruzzoletto vede solo il tavolo da gioco, tradizionalmente verde.
Altra teoria, emiliano romagnola, l’arrivare al verde nella buccia di una cocomera, dopo aver consumato il rosso, raschiare il fondo arrivare alla fine.

A bizzeffe

Viene dalla lingua araba, dove bizzaf significa "molto".
E' anche interessante notare quanto dice il Minucci nelle "Note al Malmantile":
"Quando il sommo magistrato romano intendeva fare a un supplicante la grazia senza limitazione, faceva il rescritto sotto al memoriale, che diceva 'fiat, fiat' (sia sia) anziché semplicemente 'fiat', che scrivevasi quando la grazia era meno piena, dipoi per brevità costumarono di dimostrare questa pienezza di grazia con due sole 'ff', onde quello che conseguiva tal grazia diceva: Ho avuto la grazia a 'bis effe'".

Avere la coda di paglia

Un'antica favola racconta che una giovane volpe cadde disgraziatamente in una tagliola; riuscì a fuggire ma gran parte della coda rimase nella tagliola. Si sa che la bellezza delle volpi è tutta nella coda, e la poveretta si vergognava di farsi vedere con quel brutto mozzicone. Gli animali che la conoscevano ebbero pietà e le costruirono una coda di paglia. Tutti mantennero il segreto tranne un galletto che disse la cosa in confidenza a qualcuno e, di confidenza in confidenza, la cosa fu saputa dai padroni dei pollai, i quali accesero un po' di fuoco davanti ad ogni stia. La volpe, per paura di bruciarsi la coda, evitò di avvicinarsi alle stie. Si dice che uno ha la coda di paglia quando ha commesso qualche birbonata ed ha paura di essere scoperto


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